Red III: il via libera definitivo alla nuova direttiva sulle fonti rinnovabili

3 Lug 2023

Dopo alcuni mesi di stallo si è finalmente raggiunto l’accordo per approvare la RED III, la Direttiva sulle Energie Rinnovabili (Direttiva UE 2018/2001).

Si tratta di una decisione importante per il futuro del pianeta e un passo significativo dell’Unione Europea per raggiungere la transizione energetica. Questa direttiva fa parte del iI pacchetto “Fit for 55” adottato nel 2021 dall’UE per favorire il raggiungimento degli obiettivi climatici previsti dal Green Deal europeo.

Vediamo nel dettaglio quali sono le novità introdotte dalla Direttiva RED III.

Cambiamenti e novità della RED III

Con la direttiva RED III sono previste modifiche e novità rispetto alla precedente direttiva RED II.

In particolare è stato deciso l’aumento della quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia da parte della comunità europea: si passa dall’obiettivo iniziale del 40% previsto nel 2021 al 42,5% entro il 2030, con la possibilità di aumentare ancora del 2,5% e raggiungere quindi il 45% previsto dal RePowerEU.

Tra gli altri punti salienti dell’accordo e della direttiva RED III ci sono anche:

  • semplificare e velocizzare le procedure di autorizzazione di nuove concessioni
  • nuovi obiettivi per il settore trasporti: gli Stati Membri dell’UE potranno scegliere se ridurre del 14,5% l’intensità dei gas a effetto serra oppure l’obiettivo di almeno il 29% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia
  • le industrie dovranno aumentare l’utilizzo di energia rinnovabile: entro il 2030 il 42% dell’idrogeno dovrà provenire da combustibili rinnovabili di origine non biologica, quota che salirà al 60% entro il 2035.
  • interventi nei sistemi di climatizzazione e riscaldamento degli edifici, che dovranno essere alimentati con energie rinnovabili. In questo caso viene introdotta l’indicazione del 49% di quota di energia rinnovabile negli edifici entro il 2030.
  • sono previsti criteri più stringenti per la produzione di energia da biomasse, che restano tuttavia valutate come rinnovabili.
  • le fonti rinnovabili dovranno contribuire ai consumi del settore con almeno il 5,5% di biocarburanti avanzati e carburanti rinnovabili di origine non biologica (idrogeno rinnovabile e carburanti sintetici a base di idrogeno).

 

L’attenzione della direttiva RED III sull’idrogeno prodotto da elettrolisi

Nella direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili RED III si parla di combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), in questo caso si fa riferimento ai carburanti prodotti utilizzando energia proveniente da altre fonti energetiche rinnovabili.

Ecco che qui entra in gioco l’idrogeno.
Nello specifico, viene definita in maniera più chiara la descrizione di “idrogeno rinnovabile” che stabilisce criteri rigorosi per garantire che l’energia utilizzata per l’elettrolisi sia effettivamente rinnovabile.

L’elettrolisi è il processo elettrochimico utilizzato per la produzione di Idrogeno dall’acqua. Questa tecnologia consente di azzerare qualsiasi tipo di emissione, a condizione che l’energia fornita al sistema provenga da fonti rinnovabili.

Infatti, l’idrogeno prodotto tramite elettrolisi è l’unico combustibile che non genera alcuna sostanza inquinante, qualsiasi sia il modo in cui viene utilizzato.

Per questo motivo, la produzione di idrogeno attraverso l’elettrolisi è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti fissati dall’Unione Europea.

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L’obiettivo è quello di offrire il proprio contributo alla decarbonizzazione attraverso l’impiego di tecnologie basate sull’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico e come carburante alternativo.

Oltre a questo, Simplifhy è in grado di offrire anche soluzioni per la produzione in loco di idrogeno, mediante impianto di elettrolisi collegato a fonti di produzione di energia rinnovabili.

Infatti, l’idrogeno da fonti rinnovabili rappresenta un’alternativa molto incoraggiante per una transizione energetica più rapida.

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